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lunedì, 31 dicembre 2007 con categoria: Personal Situation
Credo che prima o poi arriva il giorno in cui bisogna abbassare la saracinesca e lasciarsi alle spalle un pezzo di quella vita intensa e mai goduta fino in fondo. Prendersi un attimo di pausa per farsi trascinare dagli eventi ma stando bene attenti a non voltarsi indietro perché il pericolo del rimpasto è sempre in agguato.

Sono stati trenta mesi difficili in cui mi sono voluto mettere in gioco dietro al facile paravento dell’anonimato che la rete virtuale permette ancora. Mi sono raccontato attraverso mille sfaccettature con discorsi sempre al limite tra il serio e il verosimile, tra mille spaccati di vita quotidiana intrecciati a parole che in quei particolari momenti attiravano la mia attenzione, mi colpivano emotivamente oppure magari servivano solo come pretesto per riflettere su quelle cose che spesso fatichiamo a vedere.

Talvolta mi sono perso dietro all’improvvisazione scrivendo cose per le quali il pentimento è stato atroce, ma non riesco a rinnegare niente del mio passato da scrittore novello. Se non avessi scritto quello che realmente sentivo forse ora sarei al capolinea di una storia falsa e ipocrita dentro cui non sarei nemmeno capace di specchiarmi.

Mi sono perso dietro a delle canzoni malinconiche, ho fumato troppe sigarette nel pieno della notte, ho camminato tra i miei pensieri per ore e ore senza mai sentirmi soddisfatto. Questo periodo della mia vita mi ha segnato profondamente insegnandomi a non credere sempre a tutto, aiutandomi a cercare di capire cosa c’è dietro ogni dramma. Il dramma dell’esistenza che ognuno di porta dietro come un fardello che non sempre è leggero e pulito.

Non sono nato con la camicia e con il bavero sempre pulito e non ho ricevuto quell’affetto che ancora oggi rincorro nonostante dicano che non ho più l’età. Sono solamente arrivato a credere che fosse giunto il momento adatto per chiudere gli occhi per un istante appena e riaprirli solamente con la consapevolezza che niente è per sempre.
domenica, 30 dicembre 2007 con categoria: Citazioni Meritevoli
Buonanotte all’Italia che ci ha il suo bel da fare
tutti i libri di storia non la fanno dormire
sdraiata sul mondo con un cielo privato fra san pietri e madonne
fra progresso e peccato, fra un domani che arriva
ma che sembra in apnea ed i segni di ieri che non vanno più via.
Di carezza in carezza, di certezza in stupore
tutta questa bellezza senza navigatore
come se gli angeli fossero lì a dire che si è tutto possibile
come se i diavoli stessero un pò a dire di no, che son tutte favole.

Buonanotte all’Italia con gli sfregi nel cuore
e le flebo attaccate da chi ha tutto il potere
e la guarda distratto come fosse una moglie.
Come un gioco in soffitta che gli ha tolto le voglie
e una stella fa luce senza troppi perché
ti costringe a vedere tutto quello che c’è
Buonanotte all’Italia che si fa o si muore
o si passa la notte a volersela fare

Buona notte all’Italia - Ligabue
sabato, 29 dicembre 2007 con categoria: Parole in libertà

Se avessi davvero voglia scriverei di tutte quelle cose che nell’ultimo anno mi hanno fatto ridere, soffrire e vergognarmi un pò. Farei un elenco interminabile di quegli avvenimenti che, in un modo o nell’altro, hanno scosso le mie giornate rendendole meno anonime del previsto se soltanto avessi ancora un briciolo di fiducia. Riempirei ancora questo posto con tante perle inutili che la scarsa intelligenza riesce a sfornare nei momenti peggiori, ma sono sicuro che chiunque saprebbe trovar di meglio. Se soltanto fossi ancora capace di rendere pubblici i miei interessi, le mie passioni e le mille paure forse tra un anno potremo ancora ritrovarci qui a discutere dell’ennesimo anno da buttare sperando in quello che sta per entrare. Peccato sarebbe stata davvero una bella occasione inutile, come tutte le volte.

venerdì, 28 dicembre 2007 con categoria: Società Odierna

Non capisco perché l’opinione pubblica si scandalizza tanto per la pubblicazione d’intercettazioni scottanti per poi abbuffarne morbosamente quando queste sono servite su un piatto d’argento. Ci si appella alla privacy dell’onesto cittadino salvo dimenticarsi che il soggetto delle intercettazioni sono sempre discorsi o azioni poco leciti. Si grida allo scandalo, quando si scoprono le pentole dell’industria moggiana che operava nel calcio, dell’industria fictionopoli che progettava l’inserimento di qualche sgualdrina  all’interno delle produzioni nostrane, dell’industria alla puttanesca che un principe esiliato tentava di organizzare per rallegrare le proprie serate solitarie. Dicono che certe cose sono ben risapute all’interno del sistema, dicono queste cose sono normali e capitano pure nelle migliori famiglie. Nessuno però che arrivi a ricordare che se una persona si comporta dignitosamente e lavori con onestà di certo nessun’intercettazione di questo mondo potrà provarne il contrario.

giovedì, 27 dicembre 2007 con categoria: Parole in libertà

L’uomo è comandato da quell’organo pulsante che non è certo il cervello e nemmeno il cuore, perché altrimenti prima di cacciarsi in situazioni assurde potrebbe decidere scomodarsi e utilizzare un po’ di più quel che gli è rimasto dentro alla zucca o perlomeno dare ascolto al cuore di latta chiuso nel torace. Invece in certe occasioni l’istinto animale prende il sopravvento e l’unica strada percorribile sembra essere quella del mero piacere fisico: quello che alla fine ti lascia sfinito e con il fiatone, quello che non passano tre secondi senza sentire il rimorso del gesto appena fatto, quello che ti fa pentire di esserti abbandonato così in fretta e anche quello che spesso ti fa sentire davvero vivo.

mercoledì, 26 dicembre 2007 con categoria: Critica et Satira

Che le banalità siano ovvie è talmente risaputo che risulta superfluo continuare a ribadirle. Se invece le stesse banalità vengano dette da due persone diverse queste assumono un significato diverso.
Prendiamo come esempio il sogno utopistico della fine di tutte le guerre nel mondo: se queste parole le dice una valletta un attimo prima di essere premiata nel concorso di Miss Italia subito scattano i sorrisi di scherno e si alzano le spalle come per dire che tanto quelle là non sanno dire nient’atro che delle banalità.
Se invece lo stesso concetto viene espresso a Natale dal papa tedesco ecco che scatta l’ammirazione e il rispetto verso questo pensiero profondo scaturito chissà da quante notti di riflessioni e studi sulle sacre letture.

martedì, 25 dicembre 2007 con categoria: Parole in libertà

Buon natale a tutti quelli che pure quest’anno si scopriranno soli come non mai e magari si siederanno sul divano con qualcosa da bere pensando che infondo vale la pena starsene da soli. Buona natale a chi soffre per qualcosa che non ha deciso, a chi soffre per colpa di qualcun altro e chi soffre perché non è capace di fare altro. Buon natale a tutti quelli che si scambieranno falsi messaggi carichi di auguri pensando così di aver chiuso il conto con la propria coscienza. Buon natale a chi invece non riceverà niente da nessuno e con alzata di spalle fingerà che in fondo non gliene importa nulla. Buon natale a chi sorriderà al proprio caro come se nulla fosse anche se sa bene che ormai non c’è più niente per cui valga la pena sorridere. Buon natale a quegli abbracci finti e ipocriti, a quelle pacche tanto affettuose quanto velenose e a quei baci sulle guance quando persino il suo odore infastidisce. Buon natale pure a te che in fondo pensi che queste siano solo delle sciocchezze.

lunedì, 24 dicembre 2007 con categoria: Televisione e Radio, Critica et Satira

Capita sempre più spesso di accendere il televisore e scoprire che in onda c’è un ragazzetto biondo che pubblicizza le solite suonerie di quelle che costano un occhio della testa. Più lo guardo e più mi fa pena, lo immagino vittima di minacce da parte di qualche industriale da strapazzo. Di quelli che telefonano con la voce camuffata intimandoti di compiere gesti estremi pena la morte atroce dei propri cari. Perché altrimenti non si spiegherebbe la sua presenza costante mentre tenta di spacciare per oro colato delle squallide suonerie che nessun uomo sano di mente si sognerebbe mai di usare sul proprio telefonino. Perché nemmeno si spiegherebbe quel sorriso che puzza di ipocrisia lontano un miglio. Questo ragazzo mi fa quasi pena perchè me lo immagino tornare a casa alla sera dopo una giornata intera a fare il giullare dentro uno studio televisivo e sedersi al tavolo davanti ad un tozzo di pane e una ciotola di riso in bianco mentre sorseggia mezzo bicchiere d’acqua del rubinetto. Magari sono invece sono io che ho sbagliato tutto nella vita e invece lui gira con l’auto decappottabile ed ogni sera esce con una donna diversa. Perché in fondo lui è famoso e assomiglia tanto a quella celebrità che si vede sempre dentro alla televisione.

domenica, 23 dicembre 2007 con categoria: Parole in libertà

Capisci che ormai è Natale quando il torrone sembra più buono rispetto agli altri giorni dell’anno, quando la mattina fai colazione con il panettone e nei centri commerciali è tutto un fiorire di cesti regalo. Quando il colore predominante è il bianco e il rosso, quando le pubblicità sono invase da bambini stracolmi di giocattoli inutili, quando dappertutto vedi gente impegnata con nastri e carta per impacchettare dei regali falsi e ipocriti. Capisci che è Natale quando alla radio, ogni mezz’ora, passano una canzone a tema che richiami in mente quello che in questo periodo odi di più al mondo, cioè il Natale. Per fortuna tra una manciata di giorni sarà tutto finito.

sabato, 22 dicembre 2007 con categoria: Citazioni Meritevoli

Con voi non voglio avere niente a che fare,
scrivono libri su libri lo chiamano ritiro sociale
sto a studiare un modo brutale per suicidarmi
mi odio così tanto che devo mortificarmi
il più possibile è punibile chi dice che ho veri amici
ho cicatrici causate da vergate
ho drammi che sdrammatizzate
ho l'autostima sotto i piedi poi ti chiedi perchè ogni giorno penso alla morte
vorrei non farlo ma non si può cambiare la sorte

Cento modi per morire - Fabri Fibra

venerdì, 21 dicembre 2007 con categoria: Parole in libertà

Se dovessi per un attimo uscire dal mio corpo per guardarmi con un occhio estraneo forse sarei anche capace di darmi una pacca sulle spalle. Senza dubbio questi ultimi due mesi sono stati faticosi e ho dovuto ingoiare un mucchio di bocconi amari. Il problema è che non sempre ho avuto le occasioni giuste per sfogarmi come avrei voluto, esternare quel malessere che mi pervade ogni volta che mi scopro a pensare a quanto stare meglio se soltanto potessi dire ciò che penso davvero. Invece mi sono dovuto arrendere di fronte al gioco e credetemi che non è stato facile. Ogni volta che ho dovuto stare zitto mi maledicevo e mi sfogavo rabbiosamente con una sigaretta fino a ridurla ad un ammasso inerme di cenere. Sento di essere giunto al capolinea della mia sopportazione, ma sono anche consapevole che il trauma è ben lontano dall’essere un ricorda del passato. Certo non vivo più nell’angoscia perenne che fino a sei mesi fa mi assaliva nel pieno della notte, ma nemmeno dormo sonni tranquilli. Il cammino è ancora, ma spero prima o poi di vedere la luce in fondo a questo tunnel.

giovedì, 20 dicembre 2007 con categoria: Parole in libertà

Non so se tra i miei errori più madornali negli ultimi mesi sia stato abbonarmi ad una libreria per corrispondenza, perdere l’automobile per affidarmi ai mezzi pubblici o rinchiudermi in un alberghetto riccionese in piena estate, quando per gli stessi giorni un collega è stato a Londra spendendo la metà dei soldi. Sbagliando s’impara, mi avevano sempre detto però qui si passa dal tragico al comico in un battibaleno.

mercoledì, 19 dicembre 2007 con categoria: Parole in libertà

L’uomo è comandato da quell’organo che non è certo il cervello e nemmeno il cuore, altrimenti prima di cacciarsi in situazioni assurde potrebbe decidere di usare un po’ di più quel che gli è rimasto dentro alla zucca o perlomeno dare ascolto al cuore di latta chiuso nel torace.
Peccato che in certi frangenti non si capisce più nulla, l’istinto animale prende il sopravvento e l’unico rimedio sembra essere quello di soddisfare il piacere fisico al più presto e lasciare i rimorsi alla fine insieme a una sigaretta.

martedì, 18 dicembre 2007 con categoria: Televisione e Radio

Dicono che Fabrizio Corona sia stato avvistato nella trasmissione degli amici della maria intento a promuovere la sua onesta attività di ricattatore fotografico con tanto di diploma. Dicono che De Sica e compagnia circense non si perdono un programma che sia uno pur di promuovere l’ennesimo film buono solo per fare incasso in questo periodo natalizio. Dicono che il capo dei capi fosse presente ieri pomeriggio nella celebre trasmissione calcistica mascherato da presidente di una squadra di calcio quando invece il suo torbido scopo era invitare gli ultimi italiani rimasti a votare per il suo nuovo partito di plastica. Nessuno però che dica che questa televisione fa veramente cagare.

lunedì, 17 dicembre 2007 con categoria: Sport

Dove è finito David Suazo che nella torbida estate di qualche mese fa sosteneva che era contento di finire all’Inter perché nella squadra nerazzurra avrebbe avuto certamente numerose occasioni per vincere qualche trofeo di prestigio?

Dove si è nascosto Andriy Shevchenko ora che finalmente il suo caro figliolo ha imparato l’inglese alla perfezione e la dolce mogliettina si è comprata i vestiti più fashion della città londinese?

Dove abitano adesso i dirigenti del Real Madrid che  fino a ieri rompevano le scatole invitando con insistenza Kakà alla loro corte assicurandogli trofei e premi a iosa?

Dove si sono cacciati quei simpatici tifosi interisti che il giorno dopo l’ennesima finale europea dei milanisti sostenevano che piuttosto preferivano una giornata al parco giochi al giocarsi una partita importante?

“…mancava solo questo trofeo per concludere un’annata strepitosa prima con la vittoria della Champions League e ora con quella del Mondiale per Club che laurea i rossoneri Campioni del Mondo titolando la squadra come quella che nel mondo ha vinto il maggior numero di trofei internazionali…” Calcioblog.it

domenica, 16 dicembre 2007 con categoria: Società Odierna

Il lavoratore è una persona stressata, con mille problemi e tante preoccupazioni. Il dovere gli impone di compiere sempre quello che gli viene richiesto se vuole portare a casa qualcosa alla fine del mese. Il suo diritto è quello di ricevere una paga equa, un trattamento umano e scioperare quando ritiene di essere danneggiato. Spesso però si cade nella banalità e si tende a danneggiare qualcun altro che pur non avendo colpa subisce un danno collaterale. Perché è successo che un paio di giorni fa un autista di tram nel reggiano ha deciso che la sua corsa era terminata anche se non aveva raggiunto il capolinea. Infatti qualche suo collega aveva deciso di partecipare ad uno sciopero selvaggio imposto dai sindacalisti e quindi non c’era nessuno a sostituirlo. Il problema è che il suo turno era finito alle undici del mattino e ha pensato bene di fermarsi vicino ad un centro commerciale chiedendo ai passeggeri di scendere dalla vettura perché non c’era più nessuno che potesse portarli a destinazione. Questo è un chiaro esempio di scarsa considerazione del prossimo o idiozia dura e pura di un autista menefreghista?

sabato, 15 dicembre 2007 con categoria: Personal Situation

Guardami dritto negli occhi e abbi il coraggio di dire quello che pensi senza rimanere sempre confinato nei tuoi squallidi pregiudizi. Tira fuori i coglioni, sputa il tuo veleno e vedremo chi tra noi due alla fine rimarrà in piedi, perché io comunque me la cavo sempre. E con  tanta fatica, cazzo. Guardami dritto in faccia e dimmi se quello che dici lo pensi sul serio e sei solamente quel codardo che appari nelle fotografie. La rabbia che ho in corpo potrebbe gettarti a terra senza il minimo tocco, sono talmente incazzato che sembro il più calmo della terra. Sono talmente fuori del mio contesto che faccio fatica a predente sonno alla sera, faccio fatica a tirarmi fuori dal letto al mattino e faccio fatica a non mandarti dritto a quel paese. Quel paese in cui non ti sentirai mai solo perché è sempre pieno di stronzi come te. Le sigarette le fumo fino al filtro, la birra la scolo fino all’ultima goccia e ho pure preso delle sostanze vietate per calmare i nervi che ormai iniziano a cedere. Non puoi lasciarmi così senza nemmeno un'altra occasione di vendetta.

venerdì, 14 dicembre 2007 con categoria: Personal Situation

Adesso che rientro solo nella mia tana niente è più come prima. Non ci sono più le crisi di panico di quelle che capitano alle tre del mattino, non ci sono più le incomprensioni con il resto del gruppo e neppure quei musi lunghi che non aiutano certo a mandar giù il boccone e renderlo meno amaro. Non c’è più quell’aria tirata che ti svegliava al mattino chiedendo di levarti dai coglioni che il tuo turno è arrivato. Non c’è più nemmeno nessuno di fronte all’entrata della grotta chiedendo aspramente che fine avessi fatto. Tutto questo appartiene a quel passato che per tanto tempo ho cercato di cambiare e che alla fine, con fatica immane, sono riuscito a fare. Mi chiedo perché allora non riesco ancora a sorridere.

giovedì, 13 dicembre 2007 con categoria: Citazioni Meritevoli

Io cerco di capire cosa c’è dietro ogni dramma
la vita spesso cambia di colpo senza un programma
io spero che rimanga sempre accesa la mia fiamma
anche se non si è dentro scontiamo una condanna
questa va a Supa e a Fish che hanno perso la mamma
tu stappi la bottiglia mentre io accendo la canna
se hai perso la fiducia anche nel tuo progetto
lo penso anch’io del mio, però non l'ho mai detto
A volte sogni cose che non potrò mai comprarti
e a volte soffri il doppio per gli errori degli altri
le grandi occasioni arrivano una volta sola
se non le afferri al volo passeranno altre alla storia
non studio le donne, non studio i motori
ho fatto mille errori e ne farò di peggiori
adesso che ti sto perdendo perchè non ti do molta attenzione
mi serve un’altra chance: dammi un’altra occasione!

Un’altra chance - Fabri Fibra

mercoledì, 12 dicembre 2007 con categoria: Critica et Satira

C’è un giovane ragazzo cresciuto tra una serata in discoteca e una settimana a fare l’animatore nei villaggi vacanze. C’è che fino ad ieri aveva i capelli lunghi e adesso di lungo ha solo i baffi, c’è che lavora in radio e conduce un programma che non mi fa ridere nemmeno se scorreggia in diretta. C’è che tre anni fa è approdato in televisione per condurre un programma che poi si è rivelato un successo ma che poi non ha mai riproposto. C’è che fino ad ieri girava per la penisola proponendo uno spettacolo teatrale con molto successo e c’è che persino i reduci dei reality show  ci riescono. C’è che oggi annuncia il suo ritorno in televisione per due minuti di programma giornaliero e c’è chi lo osanna per ogni minima cagata che dice. C’è che si crede un cantante con i fiocchi salvo poi cantare le canzoni scritte da altri. C’è che bacia in bocca tutti, nessuno escluso e qualcuno assicura di averlo visto con la lingua in bocca ad un gatto randagio. C’è che si è scelto un nome d’arte ridicolo, ma nessuno si sogna di dirglielo perché in fondo lui è tanto bravo. C’è che il successo di quello lì ancora non me lo so spiegare.

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